Dolcetto d'Alba 2020 Oddero

  • Vitigno: Dolcetto 100%
  • Vigneto: Comune: Castiglione Falletto, Foglio n. 7 Particelle 57-58
    Proprietà: altitudine 300 m s.l.m., esposizione Sud, sesto d’impianto 2,70x0,80m, densità 4700 ceppi/ha, allevamento a Guyot a controspalliera. Età: 30 anni Ettari: 0,60 ha Resa/ha: 80q/ha
    Comune: La Morra (Le Rù), Foglio n. 21 Particella n.499
    Proprietà: altitudine 280 m s.l.m., esposizione Sud-Ovest, sesto d’impianto 2,70x0,80m, densità 4700 ceppi/ha, allevamento a Guyot a controspalliera.
    Età: 40-50 anni
    Ettari: 0,60 ha
    Resa/ha: 80q/ha
  • Epoca di raccolta: Seconda decade di settembre
  • Produzione: 10.000 bottiglie
  • Vinificazione: Selezione delle uve in vigneto, fermentazione e macerazione per circa 12 giorni in contenitori di acciaio inox, segue la fermentazione malolattica in novembre.
  • Affinamento: Affinamento in acciaio inox, imbottigliamento nella primavera successiva. Commercializzazione a partire da inizio estate.
  • Caratteristiche organolettiche: Di bella veste e color rosso rubino intenso, con sfumature violacee, ha un profumo vinoso, a volte fruttato, il sapore è asciutto, di buon corpo, gradevolmente amarognolo.
  • Note: Questo vino, per chi non lo conosce, si rivela un’autentica sorpresa: il suo nome può ingannare ed indurre il neofita a crederlo un vino da dessert, perché “dolcetto”. In verità il nome è stato attribuito nelle Langhe, pensando più all’uva che al vino; infatti è sempre stata l’uva da tavola delle nostre colline, offerta in autunno, con le pere di stagione ed i marroni bolliti delle vicine valli alpine. Gianni Brera, storico giornalista del Guerin Sportivo e de La Repubblica, in una lettera dell’Agosto 1979, a questo proposito ci scrive: “Ho stappato qualche vostra bottiglia. Il dolcetto mi ha incantato. È molto solido, serio, senza cipiglio. Una vera barbarie ne giustifica il nome, peraltro sospetto: i vostri antenati pronti davanti al corposo barbera, debbono essersi inteneriti e l’hanno chiamato con un vezzeggiativo: come doveva essere ercolino per i romani”