Barbera d'Alba Superiore 2019

  • Vitigno: Barbera 100%
  • Vigneto: Comune: Castiglione Falletto, Foglio n. 7 Particelle 285,286,132
    Proprietà: altitudine 250 m s.l.m., esposizione Sud, sesto d’impianto 2,70x0,80m, densità 4700 ceppi/ha, allevamento a Guyot a controspalliera. Età: 50 anni Ettari: 1 Ha Resa/ha: 80q/Ha
    Comune: La Morra, Foglio n. 21 Particella n. 498
    Proprietà: altitudine 280 m s.l.m., esposizione Sud-Ovest, sesto d’impianto 2,70x0,80m, densità 4700 ceppi/ha, allevamento a Guyot a controspalliera.
    Età: 40 anni
    Ettari: 0,60 ha Resa/ha: 90q/ha
  • Epoca di raccolta: Terza decade di settembre
  • Produzione: 10.000 bottiglie
  • Vinificazione: Selezione delle uve in vigneto, fermentazione e macerazione per circa 15 giorni in contenitori di acciaio inox, segue fermentazione malolattica in novembre.
  • Affinamento: Affinamento in botti di rovere francese da 50-60 Hl. La durata dell’invecchiamento è di 16 mesi, assemblaggio in primavera, imbottigliamento in estate.
  • Caratteristiche organolettiche: Colore rosso rubino intenso con riflessi purpurei, al naso presenta un frutto in una piena maturità, con ottimi risvolti freschi. In bocca il tannino è importante, mantenendo il nerbo classico della Barbera, dovuto anche alla sua piacevole acidità.
  • Note: La Barbera in letteratura: in Piemonte sono solitamente al femminile, tanto l’uva, quanto il vino, altrove, si diversifica: uva al femminile e vino al maschile. Comunque con entrambi i generi compare presso alcuni autori piemontesi e no. Il Toscano Carducci, dopo frequentazioni in Piemonte, iniziò ad apprezzarla, vagheggiandola come “Generosa Barbera. Bevendola ci pare – d’essere soli in mare – sfidanti una bufera”. Con Paolo Monelli, alpino e scrittore, autore de “Le scarpe al sole, cronaca di gaie e tristi avventure di alpini, di muli e di vino”, il Barbera è “fante dei vini piemontesi, pista pauta e scaccianebbie”, dal sapore asciutto ed onesto, vino della storia civile del 900 in Piemonte. La citazione letteraria più intensa della Barbera spetta a Cesare Pavese, in una lettera ad un amico: “Abbiamo mangiato così bene da non poterlo raccontare agli amici torinesi, l’insalata di funghi come solo si mangia da noi ed un barbera leggendario sono stati un piacere senza nome”.